CASA D’ITALIA DI LUCERNA

6 Giu, 2017

 

Nel gran rumore provocato dalla imminente chiusura per ristrutturazione della Casa d’Italia di Zurigo, passa quasi sotto silenzio il fatto che la Casa d’Italia di Lucerna (una splendida villa in posizione centrale) sia già stata chiusa senza troppi clamori.

Nel luglio 2016 l’allora Console Generale Francesco Barbaro, con una lettera alla Fondazione „Casa d’Italia“ (che dal 2008 gestiva l’edificio) comunicava che allo scadere del provvedimento di concessione, il 29 gennaio 2017, la Casa doveva essere chiusa poiché il Ministero degli Affari Esteri voleva rientrare nel pieno possesso del bene. Il Ministero dunque, tramite il Console, fissava la data del 27 gennaio 2017 per la riconsegna dell’immobile.

A parte questa scarna comunicazione e un paio di incontri del nuovo Console Giulio Alaimo con i rappresentanti delle associazioni del Cantone di Lucerna, la chiusura improvvisa della Casa d’Italia non ha suscitato la grande eco suscitata dalla ristrutturazione della Casa d’Italia di Zurigo, nè lo stesso numero di articoli sui giornali.

E così nel dicembre 2016, nel bel mezzo dell’anno scolastico, tutti hanno dovuto lasciare l’edificio.

Via l’Asilo Italiano, con le mamme che nel pieno dell’inverno si sono sentite intimare di cercare un altro posto per i loro bambini; via lo Sportello Consolare, tanto importante soprattutto per i più anziani, i quali hanno non pochi problemi a raggiungere il Consolato di Zurigo per il disbrigo di una pratica o la richiesta di un documento; via la piccola biblioteca per i corsi di lingua e cultura italiana e via anche la fotocopiatrice del CASLI che offriva ai docenti la possibilità di fotocopiare le molteplici schede necessarie per l’insegnamento nei vari corsi; via il punto di riferimento in città per la Missione Cattolica di Lingua Italiana; via la Colonia Italiana, luogo di incontro per tanti anziani; via la possibilità per la comunità italiana dei Cantoni di Lucerna, Obvaldo, Nidvaldo e Uri di riunirsi e realizzare attività culturali di vario tipo all’insegna della nostra lingua e della nostra cultura. Ecco, in un attimo via la storia di generazioni di italiani!

Il nostro Governo ha bisogno di soldi e intende recuperarli smantellando pezzo per pezzo l’italianità nel mondo. Chiudendo e vendendo progressivamente tutti gli edifici che sono stati o sono ancora la sede della cultura italiana. Come italiani ci chiediamo:“ Può il nostro Governo barattare quattro soldi con tutto ciò che questo edificio ha rappresentato e rappresenta per noi? „

Il tutto fa ancora più rabbia se si pensa che all’acquisto e al mantenimento dell’edificio, negli anni, hanno contribuito gli italiani all’estero con il loro sacrificio.

Fa altrettanto rabbia ricordare che nell’imminenza del referendum costituzionale, a novembre, il Governo attraverso la Ministra Boschi, in visita a Zurigo, con una mano chiedeva agli italiani in Svizzera voti a sostegno della riforma costituzionale, con l’altra mano li penalizzava chiudendo la Casa d’Italia di Lucerna.

Nel silenzio quasi irreale in cui si è verificata la chiusura dell’immobile (perché, si sa, le notizie impopolari non vengono mai diffuse con grande schiamazzo dagli interessati, soprattutto in periodo di campagna elettorale) a dire il vero c’è stato qualcuno che ha cercato di cavalcare l’onda dell’indignazione popolare. L’Onorevole Alessio Tacconi, noto per essere stato eletto all’estero dai 5 Stelle e per essere passato al PD con repentino cambio di casacca, si è presentato un po’ come il paladino della situazione. È venuto a Lucerna un paio di volte poco prima del referendum costituzionale e, tra una parola sulla Casa d’Italia e una sul referendum, ha sottolineato il suo „impegno“ grazie al quale diceva di aver salvato la Casa d’Italia.

In realtà l’Onorevole aveva semplicemente scritto una interrogazione al Sottosegretario Amendola sul destino della Casa d’Italia di Lucerna e questi aveva risposto che nessuna decisione sarebbe stata presa dal Ministero senza tener conto delle esigenze e degli interessi della comunità italiana di Lucerna. Una frase che significa tutto e niente e che di fatto non cambiava di una virgola l’ordine ufficiale di chiusura dell’edificio entro il 27 gennaio 2017.

Per cui il saluto definitivo delle suore dell’asilo italiano alla comunità lucernese, durante la Messa in lingua italiana nel mese di dicembre, è stato vissuto come un tradimento (il secondo si potrebbe dire dopo il cambio di casacca) da chi, prendendo per buone le parole di Tacconi, aveva creduto che tutto fosse a posto.

Questa in sintesi la vicenda. Vediamo adesso le ultime novità.

Al momento, la comunità italiana sta cercando di evitare che il Governo metta l’immobile all’asta e lo venda ad un privato. Quindi si è costituito un comitato per il mantenimento e il rilancio della Casa d’Italia.

Il progetto del comitato prevede la costituzione di una „Società Cooperativa Casa d’Italia“ (Genossenschaft „Casa d’Italia“). Tale cooperativa si propone di mettere insieme i soldi per l’acquisto dell’immobile da parte della comunità. Ognuno può far parte di tale cooperativa versando un contributo e acquisendone le azioni. Le azioni, oltre a dare diritto al voto, frutteranno un tasso di interesse leggermente superiore a quello bancario.

L’immobile verrebbe così gestito dalla comunità italiana per la comunità, con lo scopo di farne un centro socio-culturale e ricreativo.

Chi desidera saperne di più o partecipare al progetto potrà seguirne la presentazione dettagliata domenica 11 giugno 2017 alle ore 17.00 presso il Centro Papa Giovanni di Emmenbrücke.

Noi del Meetup „Amici di Beppe Grillo“ di Zurigo ci saremo e continueremo a tenervi informati.

La nostra speranza è che la comunità, attraverso questo progetto, riesca a mettere insieme il denaro richiesto per l’acquisto dell’immobile e questo rimanga dunque a servizio degli italiani e non vada a qualche privato. Solo così l’edificio rimarrebbe faro e orgoglio per gli italiani.

Ciò che mi sento di aggiungere è che, come italiani, non dobbiamo abbassare la guardia, dobbiamo tener desta l’attenzione su questi fatti così gravi per la nostra comunità e collaborare solo con chi, nelle istituzioni, mostra onestà e serietà, rifuggendo chi agisce in base al desiderio di gloria personale e persegue il proprio esclusivo interesse perché sappiamo che sono proprio politici e  amministratori di tale specie che hanno rovinato il nostro splendido Paese.

 

Natalia Schaer-Geraci