Comites: facciamo chiarezza

Le beghe tra l’eletto Petta ed il Presidente del ComItEs Alban, han superato i confini elvetici – testate online e cartacee svizzere – e sono approdate fino a LondoONERadio.

Ritengo la vicenda abbastanza futile, in termini di quantità (poco meno di 4’000 franchi all’anno, il limite della soglia di povertà per un salario mensile svizzero) e di stile (la condivisione di messaggi personali, parole minacciose che riportano alla mente tristi vicende italiane, ecc.). Non prendo posizione tra le due parti: credo si sia superato il limite della decenza.
Gli altri consiglieri del ComItES e gli italiani emigrati di Zurigo e della Svizzera tedesca non si meritano di essere rappresentati da questi comportamenti.

Ciò che mi spinge a scrivere oggi è legato al diritto di rappresentatività e al ruolo del Consolato nel fornire servizi utili ed efficaci a tutti gli italiani. Anche in relazione alla ricchezza costruita nei decenni dagli italiani di diverse generazioni attraverso le varie Case d’Italia che oggi si vedono svendute, chiuse per lavori e talvolta dimenticate. Quando il consigliere Petta dice che i ComItEs non servono – come Billi eletto all’estero in quota Lega – lo inviterei a non ricandidarsi. Come fanno quelli del Movimento 5 Stelle con le province. È una questione di coerenza.

Il fatto che alcuni giovani non sappiano cosa siano i ComItEs, non è una motivazione sufficiente per abolirli. Prova ne sia che gli italiani stessi spesso mostrano gravi lacune in termini di politica, talvolta i politici in termini di costituzione e perfino gravissime lacune in termini di Europa. Tutto questo non ci autorizza ad eliminare il parlamento, la Costituzione o l’Europa semplicemente per l’ignoranza o il disinteresse di alcuni.

Ma cosa sono i ComItEs? “I Comites sono organismi rappresentativi della collettività italiana, eletti direttamente dai connazionali residenti all’estero in ciascuna circoscrizione consolare ove risiedono almeno tremila connazionali.” […] “Sono organi di rappresentanza degli italiani all’estero nei rapporti con le rappresentanze diplomatico-consolari.
Anche attraverso studi e ricerche, essi contribuiscono ad individuare le esigenze di sviluppo sociale, culturale e civile della comunità di riferimento; promuovono, in collaborazione con l’autorità consolare, con le regioni e con le autonomie locali, nonché con enti, associazioni e comitati   operanti nell’ambito della circoscrizione consolare, opportune iniziative nelle materie attinenti alla  vita sociale e culturale, con particolare riguardo alla partecipazione dei giovani, alle pari   opportunità, all’assistenza sociale e scolastica, alla formazione professionale, al settore ricreativo, allo sport e al tempo libero.
I Comitati sono altresì chiamati a cooperare con l’Autorità consolare nella tutela dei diritti e degli interessi dei cittadini italiani residenti nella circoscrizione consolare
” (Fonte: Ministero degli Affari Esteri)

Per usare parole più chiare: se il Consolato di Zurigo è fiore all’occhiello per la qualità del servizio, gli sportelli aperti senza prenotazione e lo invidiano città come Londra o Parigi, lo dobbiamo a chi nel corso degli anni nel ComItEs ha lavorato e fatto sì che gli interessi dei cittadini italiani fossero presi in considerazione.
Solo nel 2018 le attività in cui si sono adoperati i vari eletti del ComItEs, spaziano dal mantenimento e divulgazione dei corsi di lingua e cultura italiana, al supporto per le esigenze degli italiani nella terza età, fino ai servizi sociali per studiare e supportare le attività consolari, fino alle attività sportive con il CONI. Sono innumerevoli gli eventi organizzati direttamente dal ComItEs o a cui il ComItEs ha presenziato per estenderne la conoscenza e l’accesso. È sufficiente visitare la pagina del ComItEs per rendersene conto.

Ma quanto ci costa il ComItEs? Gli eletti non prendono un centesimo, lavorano e si riuniscono gratuitamente. C’è solo un rimborso spese viaggio fuori dal cantone di residenza – ulteriormente decurtato quest’anno – che ha raggiunto una media di quattromila franchi (4’000 chf) all’anno. Ripeto, all’anno.
È tanto? Non credo proprio, considerando il costo dei mezzi pubblici e dell’estensione coperta dal ComItEs di Zurigo che va da Lucerna a San Gallo e copre tutte le comunità di italiani ivi residenti.

Quindi l’utilità del ComItEs è fuori discussione a mio parere. Serve. Anche se molti italiani rimangono all’oscuro del comitato stesso. Ma forse sarebbe opportuno chiedere a tutti, cosa fanno per renderlo più visibile e aperto ai nuovi arrivati. Come possiamo migliorarlo?

Intanto informarsi, partecipare e portare ai consiglieri proposte e supporto, che vadano dal campo dell’integrazione fino agli eventi culturali di lingua e cultura italiana. Qualcosa si può trovare sul sito ufficiale www.comiteszurigo.ch, anche se andrebbe potenziato e migliorato.

I nuovi italiani arrivati in Svizzera dovrebbero interessarsi, entrare in contatto e fare in modo di portare un po’ d’aria nuova. E magari cambiare i volti di chi ha già dato tanto – il presidente Alban – o di chi pensa che siano inutili – Petta.

È un modo molto bello di far politica, mettendosi al servizio del cittadino, mettendo da parte interessi personali e di “fazione”. In tal senso, per le prossime elezioni che si avvicinano, sarebbe opportuno che gli italiani iniziassero a capire chi è slegato dai partiti e professionalmente adeguato per rappresentarli. I ComItEs non sono e non devono rappresentare una vetrina per una carriera politica o per raggiungere i propri interessi professionali.

Ritorniamo ad un uso alto e profondo della gestione della cosa pubblica, onoriamo la politica.

09.05.2019 – Antonio S.

Nota sulle Case d’Italia di Zurigo e Lucerna
Il ComItEs ha solo funzione a supporto, ma le decisioni vengono prese a livello consolare o ministeriale, a seconda dei temi. Discuterne è positivo e cercare di influenzare le decisioni per il bene della comunità italiana è fondamentale.
La mancata efficacia o la cattiva gestione è però da ricercarsi al di fuori del ComItEs nel seno delle funzioni, bensì in chi ha vero potere decisionale sulle singole vicende. Gli italiani di Lucerna non meritavano che ciò che è stato costruito con anni di sudore e sacrificio fosse svenduto. Quelli di Zurigo non si meritano un così lungo percorso per il recupero della Casa d’Italia, ma soprattutto meritano chiarezza e pianificazione su cosa avverrà di un edificio che ha rappresentato – ed ancora rappresenta – i cittadini italiani a Zurigo.

Nota sui CGIE
CGIE – per cui non mi dilungo – a mio avviso non hanno alcuna utilità e ricaduta pratica per la collettività italiana emigrata. È una inutile spesa che sostiene la collettività e di cui è difficile avere informazioni dettagliate. Si riuniscono in varie parti d’Europa a nostre spese e – nonostante molteplici richieste – non sono mai venuto in possesso dei verbali delle riunioni. I CGIE costano e non riusciamo a vedere come collettività all’estero alcun beneficio ed utilità.
Si potrebbero chiudere anche oggi a mio parere.

Antonio Solazzo

Antonio Solazzo