Dal «whatever it takes» di Mario Draghi, al “sono affari vostri” di Christine Lagard

È dalla grande crisi finanziaria del 2008/2009 che tutte le banche centrali del mondo iniettano liquidità nei mercati con lo scopo di garantire liquidità alle banche, aiutare l’economia del paese e ridurre i tassi di disoccupazione altissimi, o stabilizzare la propria moneta, o far sì che non sia troppo forte (cosa che non aiuta l’esportazione). 

La SNB (Schweizerische Nationalbank) da anni compra euro, dollari e altre monete per indebolire artificialmente il franco svizzero. Non sarebbe il suo compito, ma lo fa. Come se non bastasse oggi la SNB in un certo senso è diventato un fondo d’investimento visto che compra azioni di società di tutto il mondo. 

La Federal Reserve (FED) con i famosi programmi QE (quantitative easing) intervenendo sul sistema finanziario ed economico per aumentare la moneta in circolazione ha iniettato cifre che non si possono nemmeno pronunciare per quanti zeri hanno. 

Poco dopo la Banca Centrale Europea (BCE) ha fatto lo stesso. 

Purtroppo questi soldi non sono mai arrivati nel circuito economico o solo in parte. Più che altro hanno salvato le Banche; queste, invece di prestare i soldi ai cittadini e alle piccole e medie imprese hanno utilizzato questi soldi prestati a tassi ridicoli per fare speculazioni finanziare. Ma questo è un altro discorso. 

Correva l’anno 2011 e lo spread superava i 550 punti. Mi spiego meglio. 550 punti sono il 5.5%. È il differenziale che l’Italia deve pagare di interessi in più sul Bund (tedesco) che è il titolo di riferimento. Ciò vuol dire che l’Italia avrebbe dovuto pagare il 5.5% in più della Germania sul suo enorme debito. La conseguenza sarebbe stata la bancarotta. Cacciarono Berlusconi, arrivò Monti, manovre lacrime e sangue e venne nominato Mario Draghi alla guida della BCE. 

Mario Draghi fece ciò che tutti hanno hanno sempre fatto per aiutare la stabilità della propria moneta, per tenere sotto controllo l’inflazione: emettere liquidità nel mercato provando ad aiutare l’economia e l’occupazione. In ogni suo discorso avvertiva che avrebbe fatto tutto ciò che era in suo potere per proteggere l’euro e l’eurozona, il famoso “whatever it takes”. In parte, bastava questo suo modo di comunicare per fare scendere lo spread. Così facendo gli speculatori si spaventano e non osavano scommettere contro la BCE, che ha molto più forza finanziaria di tutti gli altri messi insieme. In più comprò moltissimi titoli di stato italiani, garantendo sempre che la BCE avrebbe sempre fatto di tutto per proteggere l’euro e l’eurozona dal fallimento o dagli speculatori finanziari (hedge funds, etc) che solitamente scommettono e guadagnano tantissimo sui disastri altrui. Con le parole e con i fatti riuscì a tenere lo spread sotto controllo e protesse l’euro e l’eurozona da attacchi esterni, e a volte anche da attacchi interni.

Cosa fa ora la nuova Presidente della BCE in un momento così delicato? 

Sostiene che non è compito della BCE occuparsi dello spread e che devono essere i politici dei rispettivi paesi a prendere delle misure in tal senso, rendendo così l’Italia ancora più vulnerabile nei confronti degli speculatori finanziari. Infatti lo spread è risalito e le borse sono andate ancora più a picco. Senza dimenticare che è facile dire “arrangiatevi” quando i trattari europei, in base al patto di stabilità, non permettono agli stati membri un rapporto Deficit/PIL non superiore al 3%. L’Italia, parliamoci chiaro, finita la triste storia del Coronavirus, ne uscirà con le ossa rotte. Altro che PIL, qui ci aspetta una recessione economica seria.

Anche se dopo la Lagarde ha corretto il tiro, è evidente come e cosa pensano i signori della BCE, e ciò è molto preoccupante. Quando parla un presidente di una Banca Centrale sono tutti attenti ai puntini e ai messaggi che possono trapelare tra le righe. La Lagarde non manca solo di tatto, si è rivelata anche inadatta a coprire un un posto di strategica importanza per l’Eurozona. 

Per finire, ricordo chi è Christine Lagarde: è stata la direttrice dal 2011 al 2019 del Fondo Monetario Internazionale. Fa ciò che ha sempre fatto e ciò che meglio sa fare e ora prova a farlo in Europa: “aiutare” uno Stato con il fine di limitarne la sua sovranità. 

Sa come funziona e sa come fare. Se l’hanno messa lì, un perché ci sarà. 

Francesco Sgro