Il lunedì delle salme

voi avete voci potenti 
lingue allenate a battere il tamburo 
voi avevate voci potenti 
adatte per il vaffanculo

D. Perché l’avete scritta?
R. Volevamo esprimere il nostro disappunto nei confronti della democrazia che stava diventando sempre meno democrazia. Democrazia reale non lo è mai stata, ma almeno si poteva sperare che resistesse come democrazia formale e invece si sta scoprendo che è un’oligarchia. Lo sapevamo tutti, però nessuno si peritava di dirlo. È una canzone disperata di persone che credevano di poter vivere almeno in una democrazia e si sono accorte che questa democrazia non esisteva più.
D. È dunque un atto d’accusa.
R. Sicuramente, e lo è anche nei nostri confronti. C’è una tirata contro i cantautori che avevano una voce potente per il vaffanculo, e invece non l’hanno fatto a tempo debito. Io credo che in qualche maniera la canzone possa influire sulla coscienza sociale, almeno a livello epidermico, Noto che ci sono tante persone che vengono nel camerino alla fine di ogni spettacolo e che mi dicono: siamo cresciuti con le tue canzoni e abbiamo fatto crescere i nostri figli con le tue canzoni. E non so fino a che punto sia una cosa giusta. Credo che in qualche misura le canzoni possano orientare le persone a pensare in un determinato modo e a comportarsi di conseguenza.
[Intervista di Luciano Lanza (1993). Ora in Signora Libertà, Signorina Anarchia, p. 17]

 

Il processo democratico passa non di rado attraverso alcune amarezze, per scelte non condivise, per dei compromessi o per situazioni di cui non si ha controllo. Ancor di più nella democrazia rappresentativa, dove l’elettore ripone la propria fiducia in un candidato, in un partito o in una coalizione e deve lasciar mandato per eventi imprevisti, sperando agisca secondo quella scala di valori che pensiamo di condividere.
A volte si devono inghiottire rospi amari.

La fiducia è tanto più forte quando si pensa che ci sia un allineamento nel sistema di valori. E nei valori de Il Movimento 5 Stelle è difficile non ritrovarsi: “I valori fondanti del movimento sono libertà, uguaglianza, dignità, solidarietà, fratellanza e rispetto”.
Le domande che mi sono posto ieri a seguito del calvario passato per accedere alla piattaforma Rousseau e nella sofferenza nel leggere i risultati del voto sull’autorizzazione a procedere per Salvini, sono i seguenti:

  1. Il quesito sottoposto agli attivisti su Rousseau recitava
    Il ritardo dello sbarco della nave Diciotti, per redistribuire i migranti nei vari paesi europei, è avvenuto per la tutela di un interesse dello Stato?”.

    Mentre la relazione del Tribunale di Catania (Sez. reati ministeriali) nota al Senato, nell’autorizzazione spiega prima i fondamenti di tale richiesta:
    “l’obbligo di salvare la vita in mare costituisce un preciso dovere degli Stati e prevale su tutte le norme e gli accordi bilaterali finalizzati al contrasto dell’immigrazione irregolare“ ed in tal modo la Corte stabilisce una precisa gerarchia dei valori e delle fonti, sostenendo che le convenzioni in materia cui l’Italia ha aderito (Unclos, Solas, Sar) costituiscono un limite alla legislazione ordinaria.

    Il reato ascritto a Salvini, in tale quadro, è consistito nell’aver “abusato delle funzioni amministrative attribuitegli nell’ambito dell’iter procedurale per la determinazione del place of safety (Pos), ponendo arbitrariamente il proprio veto all’indicazione del Pos da parte del competente Dipartimento per le libertà civili e per l’immigrazione, quale atto amministrativo propedeutico e necessario per autorizzare lo sbarco, così determinando la forzosa permanenza dei migranti a bordo dell’unità navale ‘U. Diciotti’, con conseguente illegittima privazione della loro libertà personale per un arco temporale giuridicamente apprezzabile e al di fuori dei casi consentiti dalla legge”.
    Per l’esattezza, era una “Domanda di autorizzazione a procedere per il delitto di sequestro di persona aggravato a carico del Ministro dell’interno in carica“.

    Quindi la domanda su Rousseau era decisamente disallineata. Ed intellettualmente disonesta. Chi ha scritto quel quesito su Rousseau, non ha avuto alcun rispetto per gli attivisti.
    Prima di tutto nel preambolo, erano 177 i migranti e non 137. E poi perché il riferimento all’art.96 è quanto di più barocco si potesse trovare per indirizzare verso una scelta scellerata. Il Decreto sottoposto ai Senatori recita infatti che ““il ministro ha agito al di fuori delle finalità proprie dell’esercizio del potere conferitogli dalla legge, in quanto le scelte politiche o i mutevoli indirizzi impartiti a livello ministeriale non possono ridurre la portata degli obblighi degli Stati di garantire nel modo più sollecito il soccorso e lo sbarco dei migranti in un luogo sicuro”.
    Visto quanto riportato poi dal Tribunale di Catania, gli attivisti non hanno potuto dimostrare la loro appartenenza ai valori di libertà, uguaglianza, dignità, solidarietà, fratellanza e rispetto. Poiché turlupinati dall’autore – o dagli autori – del quesito stesso.

  2. La piattaforma Rousseau era inaccessibile per tantissime persone. Chi come me e tanti altri ha avuto pazienza e tempra, ha finalmente avuto accesso verso le 17. Chi è demorso, non ha votato.
    Ora anche qui cadiamo nel concetto di dignita, rispetto e uguaglianza. Ma anche solidarietà per chi non si è potuto esprimere.
    Intanto il sistema ha dimostrato gravi lacune in termini di risorse – banda o server, non ci è dato sapere – e di sicurezza.
    Sulla seconda sono esemplificativi diversi casi oramai all’onore delle cronache.

    Il mio caso è poi grottesco.
    Nessuna possibilità di accesso fino alle 17 circa. Poi provo ad accedere con le mie solite credenziali – usate anche il giorno prima per verificare il testo – e il sito dice password o nome utente sbagliato.
    Ora sulla email non ci sono dubbi, che forma il mio nome utente. A quel punto mi vengono dubbi, provo, riprovo, scrivo la password in chiaro su Notepad, la copio e la incollo. Niente.
    Il sito mi dice di riprovare fra 10 minuti poiché troppi tentativi a vuoto congelano l’utenza.
    Nell’attesa penso che potrei sbrigarmi resettando la password. Ma qui iniziano diverse decine di tentativi, con diverse schermate di errore “CGI” ed altre in cui viene confermato che un link per il reset della password è stato inviato alla mia casella di posta.
    Controllo, ma niente.
    Dopo un po’ riprovo con la mia solita password e – con mio grande stupore – ho accesso direttamente. Niente codice via SMS.
    Nel frattempo avevo ricevuto una ventina di email di reset. Ed altrettante ne ho ricevute questa mattina.

    Voto e spero.

    Ma la speranza è tradita poche ore dopo.

    Qui la mia domanda ora è complessa e composta:

    • È possibile ottenere una spiegazione trasparente di ciò che è successo?
    • Può la Casaleggio pubblicare il log del Server per la giornata del voto?
    • Oltre a pagare un milione all’anno la Casaleggio per Rousseau, possiamo pagare con i soldi dei parlamentari una società che si occupi di IT Risk ed Audit e certifichi Rousseau? Ne abbiamo diverse in Italia e nel mondo che lo fanno. Se volete ve ne consiglio diverse.
    • È possibile conoscere gli autori dei quesiti che si sottopongono? Vengono questi sottoposti a controllo ed autorizzati? E se si, chi ha autorizzato quel quesito volto a turlupinare gli attivisti?
  3. Poi ci sarebbe la frattellanza. Quando ho iniziato a dissentire per modalità e contenuto, oltre che alle procedure del voto, diversi attivisti oramai vicini al modus operandi leghista mi hanno tacciato di essere del PD, comunista ed infiltrato. Premesso che ho amici e persone per bene che sono comunisti o erano del PD, mi chiedo perché poi non di Forza Italia o di FdI? Che l’attivismo stia ora virando a destra?
    Mi chiedo poi, se la fratellanza ed il rispetto funzionino solo quando ti adegui e non pensi con il tuo cervello. Oppure sia accettabile avere dei dubbi e volerli chiare. O perfino avere il diritto di sentirsi deluso.

Vorrei chiedere un po’ a tutti, quando ci si arrabbiava che non si riuscivano a processare alcuni parlamentari, proprio grazie alle giunte per le autorizzazioni a procedere. E si gridava, ci si disperava affermando quel sacrosanto diritto di essere tutti uguali di fronte alla legge. Di doversi difendere NEI processi e non dai processi.
L’autorizzazione a Salvini non è stata richiesta per un reato di opinione o perché come Ministro espletava una sua normale funzione. È perché mentre doveva rappresentare il paese ha fatto una richiesta di blocco allo sbarco che andava ben aldilà di ciò che si considerano normali limiti. Da cui è scaturita la richiesta per sequestro di persona.

Ora mi chiedo se in cuor loro gli attivisti, gli amici di tante battaglie per la legalità, siano solidali con le scelte di Salvini.

Ho poi sentito in molti, spaventati che il governo potesse cadere, di non portare a casa il reddito di cittadinanza o altre importanti riforme a cui tutto il movimento è legato. Paura forse legittima, ma decisamente infondata. Se Salvini facesse cadere il governo per quel voto contrario, sarebbe solo un Berlusconi qualsiasi e ritornerebbe a percentuali degne di un partito nato come Lega Nord e che ha offeso per decenni il Meridione ed i meridionali. E gli stessi che ora, in piena sindrome di Stoccolma, lo votano o lo adorano.

Continuo a pensare che bisogna essere coraggiosi, che bisogna prendersi le proprie responsabilità e mai negoziare su dei valori cardine.
Ho sentito qualcuno perfino affermare che non vengono intaccati i valori cardine.
Penso che bisogna metterci la faccia, mentre qualcuno l’ha persa in questi giorni.

Credo che per tornare a riveder le stelle bisogna esser capaci di uscire dal guado dell’inferno e guardare in faccia lucifero

Lo ’mperador del doloroso regno
da mezzo ’l petto uscia fuor de la ghiaccia

19.02.2019

Antonio S.

Antonio Solazzo

Antonio Solazzo