L’unico schieramento possibile.

Quello della giustizia e delle solidarietà

Adesso basta sangue ma non vedi
Non stiamo nemmeno più in piedi…un po’ di pietà
[…]
Ma chissà se cambierà oh non so se in questo futuro nero buio
Forse c’è qualcosa che ci cambierà
Io credo che il dolore è il dolore che ci cambierà
E dopo chi lo sa se ancora ci vedremo e dentro quale città
Brutta fredda buia stretta o brutta come questa sotto un cielo senza pietà
Ma io ti cercherò anche da così lontano ti telefonerò
In una sera buia sporca fredda
Brutta come questa
Forse ti chiamerò perché vedi
Io credo che l’amore è l’amore che ci salverà
Vedi io credo che l’amore è l’amore che ci salverà

Henna, Lucio Dalla

Francesco Tedesco ha parlato. Ha parlato nonostante le minacce, vere o presunte. Chiare, velate o anche solo immaginate.
Poco importa. Ha parlato. Il velo è caduto, si accendano ora le luci della verità dei fatti.

Ma attenzione, non commettete gli stessi errori. Gli errori commessi da Giovanardi, Salvini, Formigoni o dei sindacati di polizia.
Questa non è una partita di pallone, in cui si urla dagli spalti per sostenere una squadra o l’altra. Si offende l’arbitro se non chiama la punizione per noi. Non si urlano improperi ai presunti avversari.
Non c’è una linea a centrocampo e due porte, in cui una squadra deve segnare di più o prevaricare l’altra.

Non fate lo stesso errore.

Ci sono le persone.
I loro sentimenti, le loro emozioni ed i loro vissuti.
C’è un’anima, dentro la quale – nel bene e nel male – non siamo in grado di vedere. Non abbiamo degli strumenti per comprenderla.

E Stefano era una persona. Una persona che aveva un vissuto ed un percorso di vita che non sta a noi giudicare.
Al massimo possiamo cercare di comprendere, nei limiti della nostra parziale conoscenza di ciò che ci viene riportato.
Nessuna persona merita un pestaggio. Nessuno merita di morire in quel modo.
Nessuno poi, deve essere toccato nella sacralità che riveste un posto in cui si dà attuazione alla giustizia.
Mai.

Ed una persona è Francesco Tedesco, che per imperscrutabili ragioni ha riportato fatti che fino ad ora erano stati celati o distorti.
Ragioni che possono legarsi a minacce, paura o dettati dalle nuove situazioni processuali. Ma tutto ciò è un dettaglio.
Il fatto è la nuova deposizione e la nuova storia che ci racconta.

Persone sono poi le altre persone coinvolte. In maniera diretta o indiretta. Persone per cui le azioni verranno giudicate da chi è preposto a tale compito.
Persone sono le loro famiglie, stravolte dagli eventi e dal dolore.

Infine, persone sono tutti gli altri agenti delle forze dell’ordine. Di cui non dobbiamo dubitare a causa delle azioni di cui siamo venuti a conoscenza oggi. Persone che ogni giorno mettono a rischio la loro vita nell’esercizio delle loro funzioni: proteggendoci dalle criminalità organizzate, da delinquenti di varia natura o dalle violenze di natura domestica.
Le azioni di pochi non devono ricadere su un’intera categoria.

Come già successo, nelle ore e nei giorni a seguire, i megafoni dei partiti politici o dei talk di ogni dove proveranno a farvi schierare: per Stefano o per i Carabinieri. Proveranno a farvi dubitare delle parole di Tedesco oppure a mettere in dubbio le azioni delle forze dell’ordine nella fase di custodia cautelare.
Vi faranno credere che se siete per Stefano siete di sinistra, se siete per i due carabinieri siete di destra. O viceversa.
A seconda di come fa comodo ai vari tromboni rappresentare la realtà, per attirarvi da un lato o da un altro.
È il mercato del consenso in cui provano a vendervi ogni volta un prodotto nuovo che vi possa ogni volta far ritornare alle loro bancarelle.

Non cascateci.

Non prendete parte al teatrino di cui ogni volta finite per diventare pupi.
Se volete provare a capire, leggete solo i fatti.
Ho detto leggete.
Spegnete la tv o i social. Accendete la mente ed il cuore.

Di fronte a questa disgrazia, di fronte alla morte, l’unica possibile giustizia è quella di riportare la realtà dei fatti.
E se possibile, far funzionare la giustizia per giudicare le azioni. Non le persone.
Le persone, dovete sforzarvi di comprenderle.
E se possibile, se ne siete capaci, amarle.

Se tu penserai, e giudicherai da buon borghese
li condannerai a cinquemila anni più le spese
ma se capirai, se li cercherai fino in fondo
se non sono gigli son pur sempre figli
vittime di questo mondo.
La Città VecchiaFabrizio De Andrè

AS 11.10.2018

Antonio Solazzo

Antonio Solazzo