Storie di cambiamenti, musica e politica: emozioni sulle note di Ludovico Einaudi

Il 4 Marzo 1848 a Torino, Carlo Alberto di Savoia concede lo Statuto, poi Costituzione del Regno d’Italia, ed in Austria e Germania si organizza la dimostrazione del 13 Marzo che pochi giorni dopo farà deporre il principe di Metternich. Il 1848 ha un grosso impatto sulle vite di molti, incluso il cinquantenne Heinrich Steinweg artigiano di strumenti musicali, il cui laboratorio è la cucina di casa. Steinweg lavora da solo, al di fuori da ogni sindacato, e con cinque dei suoi figli emigra a New York per fuggire dalle già difficili condizioni economiche tedesche.

Ciò che ne segue è storia.

Della musica, dell’arte e dell’artigianato: nel 1855 vince il premio per il suo piano quadrato alla fiera di New York usando il nome anglicizzato anni prima in Steinway.
Nel ’67 dopo l’esposizione a Parigi e le critiche estatiche di Liszt, di Rubinstein e di tanti altri che definiscono il piano Steinway il più solido, con la migliore qualità di tono e action di qualsiasi costruttore europeo e statunitense, divenendo il marchio di qualità ancora oggi preferito da molti dei pianisti nel mondo. Una delle storie d’amore più belle tra un pianoforte Steinway ed un pianista è raccontata nel libro “Glenn Gould e la ricerca del pianoforte perfetto” edito da Einaudi.

Sempre a Torino, nel 1933 Giulio Einaudi fonda la casa editrice, avendo come fari della sua lotta culturale, non solo l’impegno civile e politico per un’Italia che è sotto il giogo nazi-fascista, ma anche intellettuale e formativo della popolazione. Non è difficile pensare l’importanza che viene data alla lettura in casa Einaudi. Il padre di Giulio, e futuro secondo Presidente della Repubblica Italiana, Luigi Einaudi offre “la primissima predica” al giovanissimo nipote “sull’importanza della lettura1.

 

Domenica appena trascorsa scorsa, nell’attesa che il concerto iniziasse, scrutavo da lontano gli strumenti: in particolare quale pianoforte avrebbe suonato il protagonista. Mi pare fosse proprio un pianoforte Steinway. E chi si accingeva a suonarlo era il figlio di Giulio e nipote di Luigi: Ludovico Einaudi.

La musica è prima di tutto un fiume di emozioni e Ludovico gioca con le stesse non solo con il pianoforte o con il gruppo di musicisti che lo accompagnano, ma anche attraverso un susseguirsi di immagini e colori che scorrono sullo sfondo. Il pianista offre le spalle al pubblico e dirige il gruppo a cui fa cenni con la mano e con cui scambia sguardi. Si trasforma in un set di pezzi per solo pianoforte. Intimi e leggeri, ad accarezzare l’anima. Talvolta inquieti, alla ricerca e profondi.

Il gruppo è formato da altri cinque elementi: una batteria elettronica e piatti, un vibrafono, una chitarra, un basso, un violoncello classico ed elettrico ed un violino. E diverse percussioni a cui si alternano alcuni dei componenti per trasformare il tappeto musicale in un percorso che guida l’ascoltatore in quella trance musicale ed emotiva a cui l’autore aspira con i suoi componimenti ed arrangiamenti.

Chissà quanto delle note di Divenire siano sovrapponibili alle vicende ed emozioni di Steinweg o Una Mattina alla colazione servita al nonno di Ludovico. In alcuni passi in minore ritrovo i miei ricordi di qualche pomeriggio piovoso a Torino o delle fredde e chiare mattine, dove le Alpi facevano da sfondo alla Mole.

L’Hallenstadion con i suoi 13’000 posti era quasi pieno ed ha tributato all’artista una standing ovation. Ricambiata con l’esecuzione del classico “bis” formato gruppo.

Ogni volta che partecipo ad un concerto resto estasiato di quanto la gente sia alla ricerca del bello, di poter vivere e condividere un’emozione. Ed in quante occasioni poi, il pubblico si faccia accompagnare in un percorso personale, ma condiviso, che è dell’autore e dei suoi musicisti.

 

La musica è la mia terapia, la mia religione” L. Einaudi

Einadi at Hallenstadion 2018 ® Photo by Gloria Bressan

Photo by Gloria Bressan®

8 Maggio 2018
Antonio Solazzo

 

1 R. Marchionatti, P. Soddu (2010), ‘Luigi Einaudi nella cultura, nella società e nella politica del novecento” Atti del Convegno tenuto presso la Fondazione Luigi Einaudi (Torino, 16-17 aprile 2009). Fondazione Luigi Einaudi. Torino – Studi, vol. 49. P.312

 

Photo Credits to Byphotoz di Gloria Bressan

Antonio Solazzo

Antonio Solazzo