Caro Luigi Di Maio,

Sono molto arrabbiato con te e con chiunque, a solo 24 ore dal voto su Rousseau, ha deciso di invertire il quesito per il voto online su #Salvini per il caso #diciotti.

Comprendo che nella grammatica della politica si debba trovare punti di incontro e discussione su specifici temi. Capisco anche il discutere con interlocutori che non inviterei mai a casa, per raggiungere obiettivi importanti e cari al #Movimento5Stelle.

Mi sforzo di comprendere la necessità di un voto online, magari per aiutare i nostri portavoce a votare correttamente sul caso Diciotti-Matteo Salvini. Poiché il valore di non interporsi a delle indagini della magistratura è valore antico e fondante per tutti gli attivisti del movimento. E forse uno dei principi cardine che ha visto il movimento stesso nascere.
Di sicuro, una motivazione chiave per me ed altri che non hanno trovato riscontro in passato nella lotta alla corruzione, nel rispetto della divisione dei poteri dello Stato, nel combattere gli sprechi e nella trasparenza nella gestione della macchina dello Stato.
Su questi valori – acqua pubblica, trasparenza, lotta alla corruzione e legalità in politica – non credevo ci fossero bisogno di voti.
Ma capisco che in politica ci sia bisogno di dover dimostrare o avere degli appigli anche e solo semplicemente per ribadire concetti scontati per un movimento come è il nostro.

Ciò che non comprendo è l’uso di questi mezzucci in pieno stile #PD e #ForzaItalia, volti a scrivere referendum e leggi per confondere l’elettorato e fregarlo.
Perché quel quesito – qualora venisse cambiato come annunciato – è una bella fregatura per tutti gli attivisti.
E gli attivisti del #M5S non sono come quelli del Pd, della Lega o di Forza Italia. È gente che pretende chiarezza ed onestà. Soprattutto onestà intellettuale.
E quest’ultima mi sembra proprio che sia andata a farsi benedire con questa farsa.
Gli attivisti del movimento e gli elettori – te lo assicuro – questa non ve la perdonerebbero.

Insomma, Luigi Di Maio e Giuseppe Conte uscite dall’impasse in cui si trova il movimento: sui valori fondanti, non si torna indietro. Non si negozia. Mai.
E non si deve aver paura di un #Salvini qualsiasi e della sua minaccia di far cadere il governo.
Non siate pavidi.
Siate coraggiosi.
Come vi ho visto coraggiosi con la Francia e la Germania. Come ho ammirato la forza al Parlamento Europeo, di un Presidente del Consiglio che risponde all’imboscata di Tajani e Verhofstadt.
Beppe Grillo non credo sia in linea con questo approccio. Mi vien da pensare che non lo sarebbe nemmeno #GianrobertoCasaleggio.

#SiateCoraggiosi

#Arivederlestelle